Riti di passaggio: augurii per il 2009

1 01 2009

I riti di passaggio: anno nuovo, vita nuova.

Riprendo allora due interventi che desidero proporre al sostegno di questi tempi così veloci e sconvolgenti, dove il cambiamento richiede grande capacità di adattamento (=trasformazione di sé).

Il primo è di Pierluigi Paoletti, Presidente di ArcipelagoSCEC e titolare del sito Centrofondi, al quale va la mia più profonda gratitudine perchè offre a tutti, GRATUITAMENTE, il suo sapere e la sua esperienza per la comprensione dell’economia, quindi fondamentale nel mio istruirmi e cambiare (idee e comportamenti) rispetto alle necessità richieste dalla consapevolezza (rivoluzionaria) al riguardo.

Quello che segue è il suo intervento in una discussione nel gruppo di Centrofondi riguardante

* DEBELLARE IL LAVORO  IN NERO

Il lavoro nero è solo una conseguenza di uno stato che “succhia” tra imposte
dirette e indirette tra il 60 ed il 70% di quello che produciamo

*       CHIUDERE LE FRONTIERE

L’immigrazione di massa è una conseguenza al fatto che questa economia ha
affamato oltre 1 miliardo di persone e lascia altri 4 e mezzo in condizioni
appena sufficienti. Anche noi nella depressione di inizio del ‘900 andavamo
a cercare lavoro e sostentamento dove si stava meglio

*       PAGARE  MIGLIAIA DI FORZE DEL ORDINE

È proprio questo il risultato che si è voluto ottenere, oggi abbiamo i
militari nei capoluoghi di provincia e a breve avremo, come in USA, campi
pronti ad accogliere i dissidenti.

Il discorso è simile a quello sull’inflazione dove si scambiamo gli effetti
(costo del lavoro, aumento delle materie prime ecc. ecc.) per le cause.

Non si risolvono le questioni economiche gestendo le emergenze (volute e
pianificate), ma lavorando sulle cause che possiamo identificare in UNA
SOLA: LA CREAZIONE DEL DENARO A FRONTE DI UN DEBITO

Eliminando quella si elimineranno a cascata tutti gli effetti che questa
forma disumana di profitto ha generato e continua a generare.

Il resto è solo una guerra fra poveri e su questo il potere ha fondato il
suo impero.

Eliminando alla fonte la causa di questo stato di cose, la nostra vita
sarebbe completamente diversa, ma oggi stentiamo anche solo ad immaginarla.

Provate a leggere questo articolo ormai vecchio di qualche anno con gli
occhi del futuro.

Facciamoci questo regalo per la fine dell’anno e “immaginiamo” cercando di
rendere vivide le immagini fino a renderle quasi reali… non è difficile è un
gioco che facevamo sempre da bambini, lo so, siamo fuori allenamento, ma ci
si può riuscire. Basta mettersi comodi e in silenzio e mentre leggiamo
parola per parola cercare di vivere quelle parole con quanti più particolari
riusciamo a definire, fino ad entrare in questo sogno lucido.

Pierluigi

E se il denaro…

di Pierluigi Paoletti http://www.centrofondi.it/articoli/Denaro2.pdf

Cercare di spiegare come sarebbe il mondo senza il debito pubblico e privato (ovvero il signoraggio delle banche centrali e commerciali) è come descrivere la luce ed i colori a chi non ha mai avuto il dono della vista.

Parliamo infatti di un mondo che nessuno ha mai avuto la possibilità di sperimentare.

Se il denaro non fosse più considerato un mezzo per detenere il potere sulle masse, ma fosse solo un mezzo per agevolare gli scambi di beni e servizi tra le persone e di proprietà della comunità, ne avremmo sempre abbastanza per le tutte le nostre attività.

Basterebbe solo un contributo minimo del nostro reddito (es.10%) per le spese ed i servizi comuni e poiché il potere fine a sé stesso ed il business non avrebbero più senso, tutti gli sforzi sarebbero orientati a migliorare la vita di ciascun componente della comunità ed un consiglio di saggi amministrerebbe la cosa pubblica con onestà e nell’interesse di tutti.

Non vivendo più esperienze di carenza e povertà nessuno sentirebbe più la necessità di accumulare ricchezza togliendola ai suoi compagni. Ognuno si potrebbe dedicare a svolgere il lavoro più consono alle sue caratteristiche. Il fine ultimo dell’industria sarebbe solo quello di produrre beni che migliorino la qualità della vita degli abitanti di questo pianeta e la pubblicità verrebbe utilizzata al solo scopo di informare sulle migliori opportunità e sulle ultime novità.

Poiché il tempo necessario al lavoro sarebbe solo una minima parte della giornata le persone avrebbero tutto il tempo da dedicare alla cura del corpo e della mente, ai figli, alla famiglia ed ai rapporti con gli altri.

Ci sarebbe un nuovo rinascimento che vedrebbe il rifiorire della poesia e della musica, della pittura e dell’architettura. La scuola avrebbe il compito di esaltare le qualità migliori di ciascun ragazzo facendogli scoprire la fiducia in sé stesso e negli altri e le enormi potenzialità dell’essere umano.

Gli anziani riacquisterebbero un peso importante nelle comunità che farebbero tesoro della loro esperienza e saggezza. Le città sarebbero immerse nel verde e nella tranquillità e le abitazioni sarebbero dei luoghi confortevoli, pieni di armonia in cui ritemprarsi e ritrovarsi con i propri cari. Grazie alla energia pulita, libera e gratuita per tutti non avremmo inquinamento ed il pianeta tornerebbe alla sua originaria bellezza.

Le guerre e le sopraffazioni sarebbero solo un ricordo lontano ed i popoli delle varie razze potrebbero condividere, gli uni con gli altri, gli aspetti migliori delle proprie civiltà. Fiducia e integrità prenderebbero il posto di inganno, paura e terrore.

Il minore stress e l’assenza di preoccupazioni materiali farebbero diminuire drasticamente le malattie e la violenza.

Uno dei tanti sogni senza possibilità di attuazione? Ne siamo proprio sicuri?

Se diamo un’occhiata a questo grafico (…) ci possiamo accorgere che viviamo in un mondo con una ricchezza enorme e che basterebbe solo una minima parte di questa ricchezza per risolvere i problemi.

E che dite, per fare un’esempio più vicino a noi, se nelle nostre tasche si riversassero 1.500 miliardi di euro ovvero l’entità del nostro debito pubblico nei confronti della Banca Centrale Europea più una somma pari al 40% del nostro reddito corrispondente all’indebitamento medio delle famiglie italiane verso le banche commerciali?

Non pensate che una ricchezza simile cambierebbe immediatamente la nostra vita quotidiana?

Il debito, il signoraggio, l’ignoranza, il terrore, la paura e la malattia sono le sbarre di una prigione psicologica che un’elìte di persone, che tiene le redini del mondo, ha costruito per noi.

La consapevolezza di questi meccanismi è la chiave per riacquistare la nostra libertà e riprendere nelle nostre mani i nostri destini.

Un futuro diverso è possibile, basta volerlo!

Quello che segue è il secondo pensiero, ripreso da Davide911, del grupo di Centrofondi riguardante “la sindrome di Standford” e scritto da Bruno Fontanesi

PERCHE’ NON RIUSCITE A RIBELLARVI PIU’ A NULLA:

*LA SINDROME DI  STANFORD*

di Bruno Fontanesi
dal blog Il linguaggio dimenticato
<http://brunotto588.blog.espresso.repubblica.it/il_linguaggio_dimentic…>
(Grazie ad @lecs per la segnalazione) e ripreso anche in

(*http://blogghete.blog.dada.net/* IL NOSTRO INFERNO PRIVATO postato da Gianluca Freda (31/12/2008))

Come immaginate voi l’Inferno?

Università di Stanford (California), Agosto 1971: lo psicologo Philip
Zimbardo (che guardacaso ce l’ha quell’espressione un po’ luciferina che
evoca in modo inquietante il nostrano La Russa, n’ est-pas?) recluta con
un annuncio su un giornale e seleziona 24 studenti “sani, intelligenti,
benestanti ed appartenenti alla classe media, psicologicamente normali e
senza nessun precedente violento” a prendere parte a uno studio
psicologico sulle dinamiche interpersonali insorgenti nell’ ambito della
vita in carcere.

L’esperimento, che avrebbe dovuto durare due settimane e coinvolgere i
soggetti in una simulazione di vita carceraria condotta in un ambiente
comunque “scientifico” e strettamente monitorato, viene interrotto dopo
soli cinque giorni perchè “sfuggito al controllo”: non solo infatti una
metà degli studenti si era trasformata in un branco di spietati aguzzini
mentre l’ altra metà mostrava evidenti segni di traumi psichici,
depressione, ed apatico adattamento a restrizioni ed abusi subiti, ma lo
stesso Zimbardo (come lui stesso scrive!) perde completamente la
necessaria obiettività di “supervisore” finendo per immedesimarsi e
lasciarsi troppo coinvolgere nella repressione di una possibile fuga:
non solo le “cavie” quindi, ma anche lo stesso sperimentatore finiscono
per perdere completamente il senso del limite tra realtà e finzione, e
sarà il provvidenziale intervento di amici e visitatori “esterni” a far
ravvedere e rinsavire Zimbardo che quindi sospenderà l’ esperimento.
(Vedi i dettagli QUI <http://www.prisonexp.org/italian/indexi.htm>)

Prego osservare nella loro splendida nudità le seguenti dinamiche: La
FINZIONE che dapprima si trasforma in INCONSCIO COLLETTIVO (in quanto
convenzione “intimamente” accettata e condivisa da tutti, e quindi
introiettata come “vera, unica e indiscutibile” anche grazie all’azione
concomitante delle tecniche di depersonificazione adottate nel corso
dell’esperimento stesso), e successivamente si tramuta in REALTA’… in
soli 5 giorni !!!

(E se non ci fosse stato nessun provvidenziale intervento esterno??? Se
quell’ esperimento fosse stato condotto, che ne so, sulla Luna senza
contatti diretti con la Terra???)

Ora, non ci interessa qui sottolineare la trasformazione sadica delle
“guardie”, già ampiamente (e molto spesso a sproposito) riportata dai
media, quanto l’ evoluzione di tipo passivo-masochista dei “carcerati”.
(Questa hanno molto meno interesse a riportarla e sottolinearla!)

Carcerati che finiscono anch’essi per perdere tragicamente qualsiasi
contatto mentale con la loro “identità di normali studenti borghesi”,
qualsiasi consapevolezza della finzione e dell’ artificiosità della
situazione, fino ad approdare alla convinzione che: “Da quella
situazione sarà impossibile uscire”.

Carcerati il cui comportamento, attraverso vari stadi, sfocerà in soli 5
giorni o nella crisi isterica (e in una quanto mai probabile conseguente
follia), o nell’ accettazione passiva e senza più ribellione della loro
nuova condizione, nella completa “introiezione” del loro stato di
prigionieri. E a questo stadio ogni ulteriore vessazione subita, anziché
spingerli come sarebbe logico supporre verso una possibile
organizzazione e rivolta, non farà che rafforzare in loro questa
convinzione. Non “sono più” gli individui Tizio e Caio, ma i prigionieri
numero x e y!

E mentre le guardie, che pur sfociando nel sadismo hanno sviluppato un
forte senso di unità e appartenenza al “branco”, e sono psicologicamente
appagate da ciò al punto da dispiacersi che l’esperimento venga
interrotto, i “prigionieri” sono confusi, sospettosi l’ uno dell’ altro,
isolati nella loro spersonificata apatia, e pronti a vendersi, o far la
spia per un piccolo privilegio… e non c’è più in essi nessun senso di
identità né singola né collettiva, nessun senso di gruppo…

(Ma pensa che pacchia, conoscere questi insospettabili sviluppi, per un
eventuale potere forte…)

*LA STANFORD MEDIATICA*

Ora, se l’idea di avere una popolazione di folli forse non aggrada
nemmeno ad un potere assoluto, se non altro per l’ovvia impossibilità di
potersene servire in alcun modo, pensa che bello se tutti si
trasformassero invece in apatici e disgregati sudditi nelle mani di
pochi detentori del potere e delle redini globali!!!

(Credete che non ci abbiano pensato? Tutto il “quid” dell’ esperimento
di Stanford, ciò che ha reso possibile arrivare alle conseguenze sopra
riportate, si basa sulla “deidentificazione”, sulla “perdita dell’
identità psicologica” delle cavie… ora, se riuscissimo ad arrivare a
ciò non nel modo traumatico e “distonico” utilizzato durante l’
esperimento, ma in modo piacevole e “sintonico”, potremmo anche avere
dei sudditi felici… degli schiavi rincoglioniti e tutto sommato
contenti, e che comunque mai e poi mai penseranno di ribellarsi).

– Ooohhh, parbleu, e come si potrebbe fare veh??

– Per esempio, facendo in modo che la sensazione di “prigionia” sia
impercettibile, e pressoché nulla… rendendo invisibili sia i muri del
carcere sia ogni possibile sospetto sull’ esistenza di controllori ad un
superiore livello… e facendo credere ai babb… emh, popolo, di essere
i soli giocatori del gioco.

– Tanto per cominciare, invece che portarli in prigione, potremmo
portare la prigione nelle loro comode abitazioni…

– La Televisione!

– “Attraverso” la Tv, i giornali, i computer, i media insomma… in modo
giocoso e piacevole… Creare in modo “soft” quell’inconscio collettivo
che essi poi “realizzeranno”, proprio come nell’ esperimento di
Stanford, finendo per crederci in pieno, e per ritenerla l’ unica realtà
possibile.

– Ooohhh, piano, non parlare difficile… lo sai che noi potenti non
siamo poi tanto forti quanto a materia grigia…

– Lo so, lo so… allora, in parole povere… si tratterebbe insomma di
raccontare delle gran balle, di creare dal niente un “gioco” con
regolette dettate da noi… loro ci crederanno fino in fondo, e noi, che
abbiamo fatto le regole, ne trarremo i benefici… Il gioco principale
si chiamerà “Economia”, e sarà condotto con le regole della “Moneta”,
del “Signoraggio”, e del “Debito Pubblico”… e loro correranno, vedrai
come correranno dietro questo gioco!!! Alcuni si divertiranno anche
molto, altri meno, ma nessuno sospetterà, mai e poi mai, che si tratterà
solo di una realtà virtuale.

Poi si potrebbe fare il gioco “Guerra”, così quando qualcuno perde nel
gioco “Economia” e si arrabbia potrà azzannarsi coi compagni di cella, e
non si sogneranno neanche di pensare a noi…

– Ooohhh, sembra fantascienza… sembra un film che ho visto una volta,
si chiamava Ammatrix !”.

– “Matrix”, ‘gnurant!”.

– Ah sì, Matrix… ma come convincerli a giocare ai giochi che avremo
inventato per loro???

– Ah, questo è l’aspetto più semplice… “Deidentificando e
spersonalizzando”… ah già, dimenticavo che con te devo spiegarmi come
a un babb… a un bambino di tre anni in piena fissazione anale il cui
unico scopo è accumulare…

– Come dici, che non si capisce niente…!!!

– Niente, cose mie da scienziato… Allora, in parole semplici: basta
sostituire quello in cui credono loro con quello in cui crediamo noi…
per questo ci sono altri due giochi: uno si avvale di tecniche
sofisticate ed avveniristiche, e servirà per agire sulle menti… si
chiama “Informazione e Intrattenimento”. L’altro agisce a livello più
viscerale, e si chiama “Politica”.

– Un gioco nel gioco?

– Esattamente, come le bambole cinesi… giocando a “Politica” e
“Informazione e Intrattenimento” non solo faranno esattamente quello che
vogliamo noi, ma ci crederanno tanto, e si immedesimeranno tanto, che
saranno pronti a deridere chiunque tenterà di aprirgli gli occhi!!!

– Il tutto mentre intanto si svolge il grande gioco di “Economia”…!!!

– Bravo, stai cominciando a capire, vedi che non è poi così difficile…

– E mentre al piano di sopra noi monitoriamo, controlliamo e guidiamo il
tutto!!!

– E vi appropriate di tutte le risorse e capacità produttive del Pianeta…

Torniamo a noi, ad un livello meno esilarante del nostro discorso, e a
quello che in questo momento vi riguarda più da vicino, perchè ne va
della vostra stessa esistenza come prigionieri o uomini liberi (e forse
della vostra esistenza tout-court):

Vi siete mai chiesti perchè vi possono togliere e precarizzare il
lavoro, togliere dignità, diritti ed ogni passata conquista sociale;
perchè vi possono abbassare i salari, tassarvi in modo iniquo, farvi
morire di legge 30; perchè possono cacare su leggi e giustizia,
perpetrare stragi di stato, osannare la guerra, inquinarvi il cibo e l’
acqua, uccidervi di troppa o troppo poca “sanità”, depredarvi in nome
del debito pubblico, uccidervi in nome della democrazia, coprirvi di
rifiuti, di cemento, e di tutte le loro diavolerie chimiche; perchè
riescono a frammentare i popoli, a farli odiare l’un l’altro, a farvi
guardare al prossimo solo in veste di “concorrente” o di
“consumatore”… senza che riusciate più neanche non dico a ribellarvi
(che sarebbe pretendere troppo), ma quantomeno ad organizzarvi e
protestare in modo efficace, parbleu???

Il motivo è esattamente quello visto in apertura, quello che successe ai
prigionieri dell’esperimento: siete caduti nella “Sindrome di Stanford”,
avete già completamente sostituito la vostra identità con la realtà
fittizia creata per voi, e proprio come nell’esperimento non capite di
essere immersi in una pseudo-realtà, e di essere voi stessi cavie di un
esperimento globale e mediatico. Come nell’esperimento avete maturato la
convinzione che questa sia la sola ed unica realtà sempre appartenuta al
genere umano, che sia ineluttabile, e che, anche se spiacevole, “Non c’è
alternativa”.

Stranamente poi vi illudete spesso, erroneamente, che l’intervento di
qualche “delegato di turno” (l’Avvocato, o il Prete nell’esperimento)
possa “tirarvene fuori”… Coyons, parbleu!!!

Quelli che voi “delegate” non sono altro che attori, o prigionieri
anch’essi, che godono di qualche favore e di celle più comode in cambio
del loro servilismo…

E statene certi: non ci sarà nessun provvidenziale intervento esterno a
dirvi: “Oh, guarda che tu non sei il Consumatore n° xyz, non sei il
Conto corrente n° xyz, non sei l’allocco munito di tessera elettorale n°
xyz, tu sei “Caio Sempronio”, ti ricordi? E sei entrato in questo incubo
solo qualche decennio fa… adesso è finita, è ora di uscire, dai,
andiamo fuori di qui…”.

Al contrario, cercheranno sempre di convincervi della bontà e della
concretezza dell’incantesimo che vi hanno costruito attorno!!!

No, non ci sarà nessun intervento esterno, se non sarete voi a vederlo,
e a capirlo, e a tirarvene fuori…
* *

*POSSIBILI SCENARI*

Dalla vostra avete il fatto che, come ha dimostrato lo stesso Zimbardo,
stupidamente divenuto cavia del suo stesso esperimento, anche qui non
esiste una “variabile indipendente” che possa dire agli zimbardi di
turno “Basta”, oppure “Rallenta” o “Accelera”… e quindi i controllori
del gioco sbaglieranno facendosene troppo coinvolgere, anzi hanno già
troppo sbagliato, come stanno a dimostrare le fin troppe cose trapelate
circa i loro piani…

Hanno sbagliato, hanno spinto troppo, hanno contravvenuto alla regola n°
1 per cui il gioco, per essere sempre efficace, deve mantenersi invisibile.

L’hanno reso visibile, hanno reso troppo eclatanti e spinte le sue
conseguenze… ed hanno perso il controllo per eccesso di ingordigia: il
re è nudo.

Il loro margine di potere consisteva appunto nello spingere il più
possibile, nel riuscire a sfruttare il più possibile senza lasciar
trapelare la cabina di regia, e non ci sono riusciti.

Ma si può vincere sugli errori altrui solo se si è in grado di
approfittarne, parbleu!

Come i Prigionieri di Stanford ora dovete svegliarvi e vedere che siete
completamente immersi in una realtà virtuale, che non ci sono né muri né
chiavi a trattenervi, che i muri e le chiavi sono solamente nella vostra
testa.  Approfittatene; potreste non avere una seconda chance, ed ai
muri virtuali potrebbero sostituirsi ben presto veri muri in cemento
armato.

Avete di fronte tre possibili strade:

*LA VIA DELLA** CONSAPEVOLEZZA E DELLA LIBERA SCELTA*:
Se la maggior parte di voi diventerà consapevole di tutto ciò, non
servirà praticamente altro per far automaticamente crollare, in modo del
tutto incruento e nel giro di pochissimi giorni, l’intera prigione:
basterà spegnere il televisore, usare i giornali solo al WC (per
pulirvici il culo, mica per leggerli sia chiaro), boicottare le banche e
la finanza virtuale, astenervi da qualsiasi votazione e attribuzione di
legittimità rappresentativa ai partiti, ascoltare il prossimo che ora
volete solo “fregare” e coalizzarvi contro il comune nemico che vi sta
effettivamente (lui sì) fregando. Come i Prigionieri di Stanford, dovete
prendere atto che si tratta di una finzione, e dire “Mi sono stancato di
questo gioco. Arrivederci e buonanotte ai suonatori”. Tutto il diabolico
incantesimo crollerebbe all’istante, ma bisogna essere in tanti a farlo.
E ci risparmieremmo i futuri bagni di sangue.

*LE RIVOLTE CRUENTE*:
Come ha dimostrato lo stesso Zimbardo, l’esperimento messo in atto sulle
nostre teste è destinato a coinvolgere tutti gli attori, ad ogni
livello, e non si arresterà proprio perchè tutti lo crederanno  “reale”.
Anzi, proprio quelli che dovevano esserne i controllori hanno dimostrato
di essere già stati travolti dal loro stesso gioco e troppe cose sono
trapelate o sono comunque troppo sospette agli occhi dei più (11/9,
Signoraggio, Esportazione di Democrazia, Falsi Attentati di Stato,
ripetuti attacchi ad indagini e magistrati, Smantellamento delle Nazioni
e della Legalità a favore di “Trattati” riconosciuti unilateralmente,
Privatizzazione di Tutto, esasperazione del controllo, e via dicendo, la
lista è lunghissima).
Contrariamente alle loro stesse previsioni i controllori del gioco
perderanno comunque, per un errore già insito nel postulato, come
abbiamo visto. Ma le rivolte, scoppiando singolarmente qua e là sulla
faccia della terra, sarebbero lunghe, sanguinose, dolorosissime. Meglio
svegliarsi insomma, ed adottare SUBITO i semplici ed incruenti
accorgimenti di cui sopra.

*IL PIANETA DEI FOLLI*:
Ma esiste anche una terza ipotesi, la peggiore di tutte:  
l'”esperimento”, andando avanti ad oltranza, sarà l’unico vincitore,
senza che nessuno riesca più a fermarlo: le cavie, completamente e
bilateralmente impazzite nel loro folle scambio di realtà, guideranno
nello spazio un pianeta di pazzi, finché non sarà la Natura stessa a
tutelarsi, ponendo fine all’esperimento “uomo”.

Torno a chiedervi: “Come immaginate voi l’ Inferno???”.

BUONE RIFLESSIONI!!!

E TANTI AUGURI A TUTTI PER UN FANTASTICO 2009

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