Serve un nuovo risorgimento per creare l’Europa

18 06 2008

Quello che oggi stiamo realizzando rappresenta un’evoluzione raffinata ed eclettica dei moti risorgimentali con cui è stata fatta l’Italia politica dell’ ottocento.

Non è facile vederne il profilo e tantomeno sentirne l’essenza: come la foresta che cresce non fa rumore e il suo incremento non si vede da un giorno con l’altro ma lo si può comprendere nel corso dei secoli.

E nalla storia d’Europa il tempo è maturo, il popolo irlandese lo ha espresso!

Noi che siamo aperti nel percepire questi sottili moti e abbiamo un cuore delicato, su cui una singola foglia che cade lascia un’impronta indelebile, portiamo il testimone della staffetta solidale.

Dico noi “Centrofondi“, “Rete-dorata“, “GAS“, arcipelagoSCEC, ecc; gruppi diffusi sul territorio che non seguono i media della distrazione ma fanno nel proprio quotidiano la testimonianza diretta di un cambiamento epocale, dove si pensa globalmente ma si agisce localmente, dove la consapevolezza di essere un “CONSUMATORE” fa i conti non solo con l’ambiente ma anche con i “DIRITTI delle GENERAZIONI FUTURE”, e la coscienza si libera dalle catene delle paure riconoscendo i diritti di tutte le altre coscienze.

La storia che abbiamo alle spalle rende l’ Europa un interessante luogo di espressioni sociali e politiche, non solo economiche; i banchieri han fatto l’euro, noi facciamo l’Europa dei popoli! La cosa strabiliante delle opportunità che oggi abbiamo deriva dal fatto che non servono guerre di conquista o di difesa, abbiamo tutto quello che necessita, serve soltanto di riuscire a trovare il sommo valore individuale, la pace interiore.

A partire dalla pace interiore si sviluppa quindi la possibilità che abbiamo oggi di creare intorno a noi, in armonia con tutti gli altri, rapporti di fiducia e solidarietà basati sul rispetto e sul riconoscimento dei diritti altrui, come dei nostri, nella prospettiva che solo in questo modo si realizza la natura sociale del nostro essere.

La pace interiore sopprime l’egoismo, fonte di tutte le discordie umane.

I valori sociali sono quì da parecchio tempo: libertà, uguaglianza e fratellanza, di francese memoria, stanno alla base delle conquiste sociali e politiche di questi ultimi secoli, ma è dal realizzare la pace interiore che derivano risultati concreti nell’applicazione, che si possono sintetizzare in una sola parola, SOLIDARIETA’.

E’ la solidarietà che ci consente di riconoscere ed accettare gli SCEC perchè abbiamo compreso che la moneta è solamente un mezzo di scambio, perchè abbiamo compreso e quindi rifiutato il potere di sfruttamento e di alienazione della moneta.

Non servono nuovi carbonari; la Giovine Italia e la Giovine Europa sono qui, ora, nelle scelte che facciamo, giorno per giorno, come “consumatori/esercenti/artigiani/produttori” solidali, come popolo libero e altruista.

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