2 giugno 2008: festa della repubblica?

3 06 2008

Ricordo il 4 novembre del 1968 confezionare in casa medaglie ricordo in bronzo con nastrini tricolore: erano passati 50 anni dalla “vittoria sugli austroungarici“. A 60 km da Brescia, sul muro di una casa isolata tra Capovalle e Magasa, c’è una targa che indica l’allora confine di stato tra Italia ed Austria.

A proposito del 25 aprile 1945 (A) (B), così scriveva nel 1997 Italo Calvino sul Corriere: “C’è una faccia dell’Italia migliore, che non fa tanto parlare di sé ma che continua a fare sempre qualcosa di serio per gli altri con disinteresse e passione”.

2 giugno 2008: festa della repubblica, ma sono ancora presenti i valori della Costituzione Italiana? Dopo 60 anni che bilancio possiamo scrivere?


La mia sensazione oggi: siamo in una nuova resistenza, ma più difficile della precedente, il nemico non si vede, non è dichiarato, tutto sembra regolare intorno a noi perchè l’informazione e l’intrattenimento mediatico non fanno altro che assopire le coscienze: il nemico non si vede perchè è dentro di noi, è il nostro ego.

La faccia migliore di cui parlava Calvino è oggi, forse, ancora meno nota: è il sottile spirito di consapevolezza che ci suggerisce la strada del cuore, la solidarietà, in risposta alle lusinghe dello strapotere economico-finanziario; è la prorompente necessità di rimettere l’uomo al centro e il denaro al posto che gli compete, quale mezzo di scambio senza funzione di portavalori.


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